Le proposte di Merkel e Sarkozy non entusiasmano i mercati, Milano precipita
I mercati non devono avere intravisto granché di nuovo nel “nuovo vero governo economico” della zona euro proposto martedì da Angela Merkel e Nicolas Sarkozy. All’indomani del vertice tra la cancelliera tedesca e il presidente francese, con lo spread tra titoli di stato italiani e Bund tedeschi che tornava a salire lievemente fino a 272 punti.
18 AGO 20

Nella lettera inviata dal duo Merkel-Sarkozy spicca la proposta di sospendere l’erogazione dei fondi strutturali a quei paesi dell’euro che non centrano gli obiettivi di riduzione del deficit. “Ma molto di ciò che è stato annunciato da Merkel e Sarkozy è un rimaneggiamento di proposte precedenti”, nota Mark Wall, economista della Deutsche Bank. Dalla “regola d’oro” nelle Costituzioni nazionali alla tassa sulle transazioni finanziarie, quasi tutti i progetti erano già contenuti in precedenti documenti approvati dai leader dell’Ue.
Anche l’unica idea apparentemente originale – due vertici all’anno dei capi di governo della zona euro e “l’elezione” di un presidente stabile per due anni e mezzo – ricalca una prassi già consolidata: i vertici dei leader dell’euro sono diventati un’abitudine dei momenti di maggiore crisi, mentre Van Rompuy (a cui Merkel e Sarkozy hanno offerto la presidenza) è già presidente stabile del Consiglio europeo per due anni e mezzo. Come fa notare un membro della delegazione tedesca al vertice, nel governo economico di Merkel e Sarkozy “non c’è il ministro delle Finanze dell’Ue” invocato invece dal presidente della Bce, Jean-Claude Trichet.
Basta recuperare le conclusioni del Consiglio europeo e il Patto per l’euro plus del marzo scorso per sentire puzza di ricette riciclate. A partire dalla Tobin tax: “Occorre esaminare l’ipotesi di introdurre una tassa globale sulle operazioni finanziarie e sviluppare ulteriormente quest’idea”, avevano promesso in marzo i leader dell’Ue. Quanto alla “regola d’oro” nelle Costituzioni nazionali, il Patto per l’euro plus recitava: “Gli stati membri partecipanti si impegnano a recepire nella legislazione nazionale le regole di bilancio dell’Ue fissate nel Patto di stabilità e crescita e faranno sì che abbiano una natura vincolante e sostenibile sufficientemente forte (ad esempio costituzione o normativa quadro). L’esatta forma della regola sarà decisa da ciascun paese, ma dovrebbe garantire la disciplina di bilancio a livello sia nazionale che subnazionale”. Perfino la convergenza franco-tedesca sulla tassazione di impresa, annunciata per il 2013, non è una novità. A marzo, i capi di stato e di governo dell’Ue avevano stabilito di prestare “attenzione al coordinamento delle politiche fiscali”, spiegando che “lo sviluppo di una base imponibile comune per le società potrebbe essere una via da seguire”.
Merkel e Sarkozy hanno cercato di trovare approcci per sanare la crisi del debito senza mettere altri soldi sul tavolo. I mercati speravano negli Eurobond, o almeno in un aumento delle dotazioni del Fondo europeo di stabilità finanziaria (Fesf) da 500 miliardi di euro. “Le attuali dimensioni del Fesf non sono sufficienti in caso di ulteriore pressione su Spagna e Italia”, spiega Elisabeth Afseth analista di Evolution Securities. Merkel e Sarkozy hanno parlato di Eurobond “brevemente”, ha rivelato il portavoce della cancelliera, ma solo per “dirsi reciprocamente perché non pensano che gli Eurobond siano il giusto rimedio”. Secondo Jacques Cailloux, capo economista della banca Rbs, la Bce sarà costretta a intervenire di nuovo a favore di Roma e Madrid: “Nel prossimo mese e mezzo potremmo trovarci con 150-200 miliardi di bond spagnoli e italiani nei bilanci della Bce”. Così, per rispettare i patti con la Bce, i governi non hanno altra scelta se non quella del rigore. In Spagna, il premier uscente, José Luis Rodríguez Zapatero, ha fatto sapere che “chiederà la convocazione di una sessione straordinaria del Parlamento il più rapidamente possibile”. I deputati spagnoli dovranno rientrare anticipatamente dalle vacanze per approvare anche loro, come i colleghi italiani e francesi, una correzione dei conti. E perfino il Parlamento europeo starebbe ora pensando di convocare una sessione straordinaria sulla crisi per la prossima settimana.